A Beverly Hills una bottiglia costa 10 dollari (oltre 21 mila lire), ma la stampa locale assicura che "in California è l'ultimo grido in fatto di drink". E' l'acqua minerale ma con una particolarità: per ottenerla, un iceberg è stato pescato nel mare del Labrador, fatto a pezzi e rimorchiato fino al porto canadese di ST. John's, dove è stato sciolto e confezionato. Il risultato è nella bottiglietta azzurra a cui il suo ideatore, Ronald Stamp un ex grossista di pesce, ha dato il nome di "Borealis" l'acqua di iceberg, "la più pura delle pure". Il business tira a tal punto che la società non riesce a star dietro alla domanda. Nel 1998 quando l'idea fu lanciata, vendette un milione e mezzo di litri, raddoppiando l'anno successivo. Adesso vola , e Stamp, con una sovvenzione del governo di Terranova, sta cercando due o tre vecchie petroliere da rimettere in mare e sguinzagliare, dopo le opportune modifiche, a caccia di iceberg che finiranno in bottiglia. "Probabilmente c'è dentro pipi di orso", è stato il commento dei francesi. E in Italia? Vince il fair play. Qualche battuta ironica e il discoso finisce lì. Ma il fenomeno delle acque minerali che costano quasi quanto un buon vino è arrivato anche da noi. Prezzi folli per marche alla moda da esibire sugli scaffali dei waterbar, locali che servono esclusivamente acqua e che , dopo il successo di Londra e Parigi cominciano a conquistarsi clienti anche qui.

Corriere della Sera 30 agosto 2000